carnet de route 511
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CARNET DE ROUTE
DU DESSINATEUR ASSIS.(511)
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ACTA DIURNA
DEL CAPATAZ DE LOS CARGADORES.(511)
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Che dire?! La felicità è un gelato che non si mangia caldo...
Atteniamoci ai fatti, tralasciamo pure la XX TAPPA di sabato:
***XXI TAPPA, ARRIVO: MAGLIA NERA Iker Flores, basco spagnolo,
vincitore del TOUR in 90H 35' 26'', il quale distacca la
Maglia Gialla di ben 4H 20' 24''.
Il Nostro Presidente-Direttore Generale (P-DG) ha deciso
nell'entusiasmo di premiare con dei bei bigliettoni da 10.000
zorros freschi di stampa pure il Secondo: Wim Vansevenant,
fiammingo del Belgio e il Terzo: Janek Tombak, estone
ex-Russia. All'anno prossimo! Faremo le cose IN GRANDE!
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VAGHE RUBERIE DI PRIMA ESTATE.
I due avevano lo stesso vizio che gli ardeva dentro ma
non lo sapevano. Lo zanzaro Giliberto Vadis godeva
sottilmente nel rubare la notte giunta dei fichi neri
dentro l'orto del vicino, il calabrone Ernestino Lenga
e questi provava gli stessi intimi piaceri con le
ciliege del Vadis. A tarda sera i due, infilati a letto
bambini, mogli e persone anziane, tremolanti di
brama si mettevano una bisaccia a tracolla andando
quatti quatti a soddisfare i propri gusti perversi.
Talvolta perfino si incrociavano e parlavano del più
e del meno e magari di calcio o della luna ch'era ben
piena. Facevano questo con egoismo, com'è nello stile
del vizio, e non per bisogno o per nutrire la
numerosa prole. Riempita la saccoccia ritornavano
nel proprio orto e stesi in un cantuccio nascosto
nella notte consumavano con gioia i frutti che erano
ancora più saporosi poiché rubati.
Un giorno infine il calabrone Lenga si rese conto
che qualcuno gli assottigliava i fichi, perché ne
mancavano troppi. Penso' di star di guardia e
cogliere sul fatto il malnato intruso ma concluse
che non poteva permetterselo, che cio' gli avrebbe
impedito di andar a trafugare le ciliege, e a questo
non poteva rinunciare. Una sera incontrandolo, come
succedeva spesso, ne parlo' con il zanzaro Giliberto
che da parte sua aveva fatto la stessa scoperta sui
ciliegi. I due ladroncelli parlarono di ignoti
ladruncoli all'opera negli orti reciproci senza
capire che parlavano di essi stessi.
E cosi' fu che alla fine il calabrone Ernestino
sorti' l'idea geniale: avrebbero posto le loro mogli
di guardia di notte. Detto fatto, dopo averle con
abbondanza picchiate per convincerle, i due
gagliardi sistemarono sotto gli alberi in pericolo
Gesualda la calabrona e Parlottina la zanzara.
Effettivamente, per essere sinceri, il calabrone
Ernestino covava da gran tempo l'immensa voglia di farsi
la Parlottina poiché, come si sa, la moglie del
vicino è sempre più verde. Medesima intenzione
nutriva il ghignante Giliberto. E, a causa di questo,
accadde quel che doveva accadere. Giunti sul posto
i due maschioni, ognuno dal suo lato, poterono
fornicare gioiosamente con la moglie dell'altro dopo
averla facilmente convinta, perché questa era davvero
risentita contro il marito a causa delle botte
prese. E, dopo i sollazzi, le mogli spossate dal
piacere prendevano un pisolino sotto gli alberi
che dovevano difendere dai ladruncoli cosi' ben che
Ernestino e Giliberto potevano darsi comodamente al
loro solito vizio. Ognuno sull'albero del vicino.
Il giorno dopo, verificato che fichi e ciliege erano
scomparsi, dopo aver picchiato le loro mogli per
la mancata guardia, i due mariti si grattavano la testa
per cercar di capire e trovare una soluzione. E la cosa
duro' cosi' per giorni e giorni. Fu il ghignante Giliberto
zanzaro ad averla vinta. Sistemo' insieme alla moglie di
guardia una damigianotta di grappa. Quando il calabrone
giunse quella sera consumo' ogni sorta di atti sessuali
con la Parlottina, pur avendo l'occhio con brama sul
fiascone. E quando la ragazza s'addormento' sazia, scolo'
tutta la grappa e poi sali' lungo il tronco della pianta
per rubare le ciliege. Ma, incerto sui rami, imbriaco
da far paura, cadde di piombo sulla Parlottina e la
uccise, e si uccise pure lui cadendo.
E cosi' fu il percui e percome Giliberto il giorno
dopo capi' tutto l'andazzo ma si trovo' vedovo
e cornuto, con due morti da metter sottoterra.
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