carnet de route 584



"IL N'Y A PAS PLUS MENTEUR QU'UN POETE"
MA bisognerebbe vedere QUALE e di QUALE qualità...
...Per capire La Qualità della menzogna...


FATTI DI COLUI CHE VOLEVA ESSERE UN TRONCO.
Appena uscito senza problemi ma ancora vivente dalla trattorietta
toscana/pizza al trancio sita in Corso Como (che è brevissimo...)
il noto Arnaldo Peleggrini fu Giuseppe, pantegano di Tradate e
trinciatore di sigari quando gli capitava, pur avendo un pesante
coltello da cucina conficcato sul gobbo sorse un trochesino
dalle capaci tasche interne del suo giaccone e si mise a ripulirsi
le unghie con cura ritto più bene che male (...e l'inverso pure...)
sul marciapiedi, perché questo gli facilitava la riflessione. E
ne aveva bisogno. Ma i lampioni urbani delle luci cittadine poco
gli consentivano con il loro magro chiarore di dedicarsi
agevolmente a questa semplice operazione ch'era più filosofica
che igienica. Doveva decidere nel suo scarso marxismo se prendere
verso Corso Garibaldi o, all'inverso, scappare in direzione della
Stazione Porta Garibaldi (FFSS, Metro). O se non dovesse piuttosto
recarsi docilmente in Via Paolo Sarpi presso la sua vecchia
mamma che poteva apportargli ogni sorta di conforto materiale e
immateriale. Sopratutto della comprensione. Certo.
Certi momenti non sono facili. Avrebbe ben con piacere ingozzato
un paio di bicchieri di lambrusco per far mandar giù a spinta
la grossa trancia di pizza ingurgitata che gli stazionava
nel perimetro dello stomaco, incollata su una parete
qualsiasi, e la lama del coltellaccio, pur se mal non gli faceva,
sul dosso gli pesava. Momento complesso, dunque.
E in quel mentre vide transitare un taxi giallo vuoto, riconobbe
il tassinaro c'era appunto il rospo Tagliavino con cui aveva
frequentato in vecchi tempi le Scuole Medie.
Gli fece un gesto ampio e secco e, dopo i fraterni ritrovamenti,
l’autista spinse la vettura fin verso il quasi lontano Ticino fiume.
Nel buio era bello andare in macchina con i fari che falciavano
la notte piuttosto scura, con un filino
di falce di luna. Non mancava un certo tono di poesia.
Il Tagliavino, il quale non beveva ma che teneva in serbo una
generosa bottiglia per i clienti più fidati, offri’ da bere
al Peleggrini Arnaldo che cosi poté annaffiare
le fiamme delle sue proprie disgrazie e i bruciori aspri dell’anima.
Giunti sui bordi del fiume caro alla patria i due compagni fumarono
tranquilli pure una sigaretta e il tassinaro Tagliavino tento’
sottilmente di indagare i progetti prossimi futuri del caro vecchio
topastro. Dopo qualche inquieta insistenza l’Arnaldo ammise come,
viste ben le cose da
tutti i lati, avesse deciso di diventare un tronco. Il tassinaro,
uomo di solida esperienza, non batté ciglio ma gli fece osservare
fraternamente che già suo nonno,il famoso Euboldo Tagliavino, fosse
giunto alle stesse conclusioni filosofiche, ponendo la teoria
in atto sedutastante,
MA che i fatti risultanti risultarono assai bislacchi. Non potendo
arcuare con l’insistenza la solida decisione del pantegano Arnaldo
il tassista torno’ a Milano con l’anima in pace e il nostro uomo
già dall’aurora volle cominciare a diventare tronco. Il paesaggio era
adatto, d’intorno alberi stupiti lo rimiravano senza aprir becco,
discreti e umanamente comprensivi, l’acqua scorreva a piene rive.
Ogni sorta d’uccelli cantava le lodi del giorno nascente.
Verso mezzogiorno egli s’accorse perfino d’essere ben avanti nella
riuscita : un cane randagio e sporco gli piscio’ contro alzando
un poco la zampa di dietro destra.


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La prochaine GIORNATA 587 sera publiée lundi' 03.10.2005. 