carnet de route.545




CARNET DE ROUTE
DU DESSINATEUR ASSIS.(545)


Trovato -d'improvviso- sopra il tavolo uno scoiattolo
che rovistava fra le mie carte, forse infastidito di non
capire i disegni o la scrittura. Momento bizzarro. Stavo già
passando sulla porta lasciata aperta (vizio mio, come per la
finestra) quando l'ho colto e mi sono ritratto e mi son posto
ad osservarlo da dietro l'anta. E' come per la volpe che mi
guarda, che ci guarda (me e Blacky-Gros-Bébé) incuriosita da
dietro un tronco, in certi giorni e varie volte, per lunghi
minuti. Ma stavolta son io che fisso incuriosito e lo
scoiattolo mi ignora, perché l'aria porta il mio odore altrove
dal suo naso, verso la cucina. E pure una vecchia cornacchia
spennacchiata era là che stava a rovistare insetti sul
davanzale della finestra. Ma ci conosciamo -bazzica di solito
qui nei dintorni- e, dopo avermi mollato un'occhiata, quella ha
proseguito la sua ricerca con indifferenza da povera idiota.
Infine lo scoiattolo s'è accorto dei miei occhi su di lui, mi
parve. E s'è posto a studiarmi per un poco, incerto, poi è
saltato via spaventando la cornacchia, saltato fuori. Con la
lunga coda a rovesciare cose. E se ne andarono di fretta.
(Mai pensato ancora ad una favola grottesca con uno scoiattolo,
mi pare il caso di non scordarlo, dovro' trovargli un bel nome,
come mi compete...)


MATRIMONI COMPLICATI E NON AVVENUTI.
Il giorno Tal dei Tali lo Scoiattolo Giampiero Teofrasto
trovo' d'un tratto che la propria unione informale con
la verde Lucertola Prampilla fosse alquanto sconveniente
ed è per questo che corse fino al Lontano Borgo per chiedere
consiglio alla comare Gallina Giaella ch'era anche sua zia per
via di madre o per altra via. La zia sedutastante riuni' in
assemblea tutte le migliori chiacchierone del Borgo dove si
discusse a lungo con gran spreco di "cioé", "al limite", "non
faccio per dire", "proprio in un momento come questo" e "coi
tempi che corrono". Si trattava di decidere non se l'unione la
si dovesse regolarizzare, che questo pareva necessità scontata
e indifferibile, ma se la cosa avesse da esser fatta in Chiesa
o in Municipio o magari in entrambi. Lo Scoiattolo Teofrasto
seguiva il gran baccano delle opinioni seduto in disparte e ansioso,
scolando una damigianotta di birra rifletteva sulle tante
complicazioni della vita. Il problema consisteva sopratutto in questo, che la bella
e verde Prampilla si trovava incinta di oramai sei mesi e che
il Sindaco dei matrimoni era pure l'ex-Prete spretato della
Locale Chiesa religiosa e ne conservava perfino il nome: don
Giuseppino. Cosi' che in Chiesa la Lucertola piena fino agli
occhi non poteva essere maritata, dato il suo stato panciale,
e neppure in Municipio a causa dell'ex Sacerdote ché ci teneva
ancora ai suoi principi. "Ma i due ragazzzi li si deve sposare!"
berciavano sconsolate e un tantino minacciose le tante comari
di Borgo Lontano che avevano invaso la Casa del Comune.
"Signore mie carissime, il Mondo va a rotoli e non si puo'
più transigere sulle regole usuali: prima ci si marita e poi
si stampano i figli e non l'inverso!" gridava sopra tutte
il Sindaco Pantegano alzando le braccia al cielo.
Intanto il povero Scoiattolo Giampiero folle d'angoscia
scolava una fiascotta di grappa insieme a qualche amico
nell'osteria della piazza del paese. Essi pensavano, in
questo modo, di festeggiare le ultime ore di celibato
del caro giovine. Siccome c'è sempre una soluzione a tutto,
tranne che alla moria epidemica, comari e Sindaco
pervennero ad un accordo dopo sette giorni d'Assemblea
Generale Popolana e quattro manifestazioni con botte e tutto.
Davanti la minaccia di vedersi bruciare il Municipio il
Pantegano don Giuseppino propose di far celebrare il
rito dal Vicesindaco, il macellaio Toni Faina ch'era
anche pollicoltore e conosceva la psicologia delle galline
e d'altre bestiole da tavola. Conoscendo questo, folle
di contentezza lo Scoiattolo condivise una botte intera
di vino con conoscenti occasionali nella famosa Trattoria
del Tarlo allo Stomaco. E venne il giorno del fastoso
evento. Tutta la regione era in festa e 6.000 invitati
s'erano perfino invitati dalla Lontana Città, con televisori
in dono e tutto il resto. La Lucertola Prampilla s'era
perfino ricamato un abito bianco con la lunga coda
interminabile. Ma (c'è sempre un MA)...
Teofrasto lo Scoiattolo preso dall'angoscia dell'avvenimento
cercava di vincere la paura scolando perfino 240 lattine
di birra inglese insieme allo zio Bue Bernardo il quale
voleva consolarlo, in un pub caverna in fondo ai boschi.
Bevendo e piangendo il vastocoduto Giampiero scordo' la
data e perfino il giorno fatale e tutti lo attesero
invano davanti al Municipio e cio per giorni e giorni.
E lo attendono ancora.


