1.086 giornata

Publié le par maximilian capa







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POMERIGGIO E SERA CON I PESCI PER ARIA
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(10D) *** Le api sopra il fiore ***
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«Ah, le lucciole...» mormoro' beato, e compi' un gesto
vago ma ampio e significativo con la sua forchetta già svuotata:
«Le lucciole...in estate... in campagna! Chi dirà meglio?»
Il fattore osservo' gli insetti fluorescenti un momento,
interrompendo l'attività alimentare,
e tossicchio' come usava fare prima di dir una di
quelle cose che volevano significare «a questi signori» che pure
lui era sensibile e afferrava il lato intelligente dei fatti.
Che non era certo come sua moglie, bravissima donna, sia,
ma che dei fatti non coglieva se non
l'aspetto immediato, utile, grezzo e piuttosto banale.
Egli leggeva, con abbondanza, di tutto.
«Ho ricevuto ieri «Caccia & Pesca» di questo mese.
C'era appunto un articolo curioso sulle lucciole...»
«Sulle lucciole? In «Caccia & Pesca»?» interrogo' il dottore.
«Per la pesca o per la caccia?» chiese Giulio ironico.
«Van scomparendo!» mollo' tranquillo il castaldo.
Ma s'aspettava un effetto di ritorno.
Con il suo sorriso bovino e magari triste si guardava
intorno mite, per percepire il suo minuscolo premio.
Tutti restarono silenziosi un momento.
«Ancora un misfatto dei pescioni e dei pesciolini?»
chiese fievolmente «Martino» con finta ingenuità, ed anche
un pochettino sardonica. Perchè si sentiva strana? Non capiva...
Si sentiva strana.Perché?
Il «Pitacu» respiro' a fondo, con i due gomiti posati sul tavolo,
assembrando cogitabondo le idee in proposito, per qualche istante.
Soppesava pure l¹effetto della sua sortita.
«Si tratta dell'articolo di un ricercatore inglese, parla
d'inquinamento... la ricostruzione, la moltiplicazione
delle industrie e delle automobili. Dice... si'... dice
che fra trent'anni, nel 1986... non ci sarà più una sola
lucciola in Europa! Ecco...» La sera, intanto,
cresceva d'un grado.
«Impossibile!» strillo' il Bruni, quantunque istantaneamente
preoccupato: «Se c'è un insetto solido, ecco: questo
insetto infrangibile è proprio la lucciola!!!»
«E'cosi' che scrive questo inglese: scompariranno.
Mai più lucciole di sera. Mi spiace...»
Il Pitaccolo era ben contento di aver posto una questione
che trasecolava «questi signori», ma non lo dava a vedere,
si rimise a mangiare con la sua meticolosa lentezza.
La sorte degli insetti non o sconvolgeva troppo.
«Mi porti questo articolo, che voglio leggerlo.
Voglio proprio vedere. Ma no! Vi immaginate? Le lucciole!»
e le guardava, il dottore, e intanto gli
parevano pure aumentate di numero. «Che mondo...» penso':
«Alcuni ci riempiono il cielo senza esser invitati.
Altri, forse, se ne vanno per
sempre mandati via a calci sconvenevolmente.
Come si puo' concepire tutto cio'?»
Intanto, nella sera che diveniva spessa, con tempi lenti
ma ineluttabili, dei grilli solitari prendevano la testa
di tutti gli altri brusii che fanno la bellezza d'un principio
di notte estiva.
E le rane fra la «cianiela» di Valle Grande.
I pesci erano scomparsi, celatisi nell'oscurità,
in attesa dell'aurora. (...)
(*** SEGUE in completo in MAX CAPA 12/14:TESTI-DUE
www.libri-disegnati.splinder.com (V.LINKS)
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