


 ¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤ FAVOLE GROTTESCHE: ROTOTONOGOLORO. ¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤ ROTOTONOGOLORO.(I) TOPI IN TRAPPOLA IN UNA TRAPPOLA PER RANE. *** ***ORA.ALLORA.POI.DOPO.MAI. ***ORA..................... "...Attendere, attendere all'infinito dei giorni. POI, quando arriva QUEL che aspetti: delusione." (DANZE DI STORPI NEL PANTANO, 1979/2009) *** Una moltitudine d'esseri pensanti, o quasi, i ROTOTONOGOLORO(1) vivevano dentro una costruzione immensa, in altezza, ma nessuno probabilmente vi sapeva fra di essi CHI l'avesse edificata, in origine. Soli, forse i Quadrati e i Cubici dell'élite, questa schiuma misteriosa e invedibile del Consiglio del Popolo, altrettanto invisibile quanto possente, conoscevano loro la verità mascherata, poiché pare che essi disponessero della chiave degli enigmi, oltre al "fatto mitico" d'essere gli unici a poter mangiar ortaggi, frutta e legumi nell'enorme, sconfinato e vastisssimo edificio. (Nessuno l'aveva mai girato tutto...). Cosa strana, questo non era una piramide. Fatto bizzarro, esso mancava di un qualsiasi aspetto triangolare. Tutto vi era improntato sul quadrilatero. UNO SCEMPIO, sopratutto se colto da fuori. Sull'esterno, con sguardo estraneo e autonomo, vista da fuori, questa edificazione mostrava le sue semplici e nitide forme forti da parallelepipedo: un monolito privo di fantasie ed inutili elissi, "una baracca" poco barocca, senza nessuna apertura, una bara verticale, un monolito d'un candore insopportabile ma squallido -piantato su un deserto- spada di una maledizione- ed alto quasi oltre il cielo - cielo indefinibile, ma piuttosto basso in quei paraggi. (...) ¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤ (SEGUE in MAX CAPA 12/14:TESTI-DUE:v.LINKS) ¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤ SOPRA: CITAZIONI CITABILI: MULTIROBOT page 17 SOTTO: page 16 VOIR AUSSI multirobot dans: LIBRI-DISEGNATI/archives.OCTOBRE.2006 MAX CAPA 14/libri disegnati www.bloggers.it/ldm ¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤

 ¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤ POMERIGGIO E SERA CON I PESCI PER ARIA (10C) *** Le api sopra il fiore *** ¤¤¤¤ Disse Giulio a bocca piena: «Un pesce stilizzato, a volte tracciato sulla sabbia, era il simbolo con cui si riconoscevano fra loro i primissimi cristiani... facile da disegnare. La croce è venuta dopo.» Disse il castaldo Pitaccolo: «Eh, ben... nell'ostia... con il sangue e la carne metaforici dell'Agnello di Dio... avrebbero dovuto aggiungerci anche del pesce!» DEL PESCE, diceva... Ai suoi tempi era stato socialista e anticlericale. Non lo scordava. Parlo' dopo aver inghiottito una fetta d'ossocollo. «E, perchè no? pure del formaggio, frutta e digestivo? Una bella grappa!» disse l'Esmeralda. Divertita e un po' imbranata, contenta poi d'aver osato aprire il becco. Giulio non aveva finito: «Oannes, un dio caldeo, era un pesce che usciva tre ore al giorno dal Mar Rosso per insegnare alle genti... le scienze e le arti... altro, dei mestieri forse... I cristiani erano allora dei ladroni tremendi... hanno derubato tutte le religioni che gli capitavano a tiro, scelto il meglio ne hanno fatta una sintesi. Un bel prodotto vendibile...» disserto'. Una banda di pesci fosforescenti passava tra il fogliame vicino alla stalla, ne ammirarono il chiarore magico, silenziosi, forse con l'animo intriso dalla straordinaria visione. Un'epifania trasfigurata. (...) (*** SEGUE in completo in MAX CAPA 12/14:TESTI-DUE www.libri-disegnati.splinder.com (V.LINKS) ¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤¤



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