carnet de route 672

Publié le par maximilian capa





ALLA GUERRA COME ALLA GUERRA.
Qui di seguito il testo semplice, privo di fronzoli e inutili
sfumature letterarie, nudo e crudo, della circolare scritta
da Ilia Ehrenbourg "écrivain soviétique" e distribuita in
centinaia di migliaia di esemplari ai soldati dell'Armata
Rossa nell'inizio 1945:
"TUEZ!TUEZ!PERSONNE EN ALLEMAGNE N'EST INNOCENT DES CRIMES
NAZIS, NI LES VIVANTS NI LES ENFANTS A' NAÏTRE. ECRASEZ
A'JAMAIS LA BÊTE FASCISTE DANS SA TANIERE. BRISEZ DE FORCE
L'INSOLENCE RACISTE DES FEMMES GERMANIQUES. PRENEZ-LES
TOUTES COMME DES PROIES LEGITIMES. TUEZ TOUT, HOMMES, FEMMES
ET ENFANTS. SOLDATS GLORIEUX DE L'ARMEE ROUGE, TUEZ!!!"(1)
EH...AH...Erano tempi duri... I regolamenti di conti fra
e tra leninostalinofascisti "non erano belli da vedersi"...
Quello si' che era Turismo.
(1)Tratto da LES CRIMINELS DE GUERRE, Philippe Aziz, 1974
***

FAVOLE GROTTESCHE.
***
IL DESTINO TRAGICO DI KROP DENTECHIARO.
Un giorno, ch'era un sabato mattino, Krop il Giovane detto fra
le genti Dentechiaro venne convocato dal capo del villaggio,
il che gli creo' dentro la testa tutto un groviglio di
inquietudini. Ma il vecchio coccodrillo lo accolse benevolmente
e lo fece sedere anzi sulla pietra calda da lui preferita, al
posto suo, e gli offerse perfino una pinta di birra di
finocchio, cosa inaudita e sospetta. Il vecchissimo capo
Krop-Krop-Krop (il solo che potesse chiamarsi tre volte Krop),
pulendosi la guasta dentatura con la bianca barba cespugliosa,
dopo un lauto spuntino di code di bertuccia, si inoltro' in un
lunghissimo discorso che prendeva le cose tanto alla larga, ma
tanto alla larga, senza quasi mai giungere al punto.
Ma Krop comprese presto, sotto le righe, che nella riunione
degli Anziani e delle Vecche Madri s'era parlato, IN BENE,
la sera prima, di lui, del giovane Krop Dentechiaro, figlio
di Krop la Peste. Krop non riusciva a cogliere il senso e la
qualità di tanto onore, ma, man mano e con infinita calma,
il vecchio Krop-Krop-Krop, verso sera, pervenne intorno al
nucleo centrale del suo labirintico pensiero.
Il Vecchio Capo e gli altri avevano trovato e concluso
a tarda notte come il giovane Krop fosse la persona più
istruita del villaggio dei Krop, in quanto aveva letto ben
due libri interi e sapeva parlarne, e una volta aveva osato
perfino giungere fino alla Città sul Mare senza rimetterci
la pelle o farsi accoppare, e vi aveva mangiato del Grosso
Pesce e bevuto pure del Vino. E dunque avevano deciso di
mandarlo lontano, nel fantomatico Nord dove si faceva il Vino,
a guadagnare soldi, per spedirli al villaggio in forte
quantità tramite piccione viaggiatore. Krop Dentechiaro penso'
in segreto che il Capo volesse cosi' sbarazzarsi d'un
possibile concorrente politico, ma assenti' con entusiasmo
in quanto viaggiare era sempre stato il suo più caro desiderio.
E il Nord misterioso pareva essere un Posto dei Posti, come
ne parlavano quelli che avevano inteso dire da altri che
ne avevano discusso con certi i quali riportavano delle voci
che avevano attraversato la brousse e la foresta venendo da
viaggiatori senza cavallo che disponevano d'informazioni
sicure e certissime arrivate via treno trasmesse da un posto
di frontiera dove si aveva un televisore con antenna
parabolica e dunque di fedele certezza.
Detto fatto, il villaggio intero festante gli forni' una
bisaccia con cibo per sei giorni, un cappellaccio contro il
sole del deserto e un bambino in pasto d'addio.
Il Capo tiro' fuori dalla sua cassaforte di Pietra Dura 36
zorros (euros) trovati su turisti persisi di strada che
avevano mangiati e glieli diede, per coprire le spese di
strada inevitabili e il munizionamento di bocca (pancia).
E Krop Dentechiaro parti', contento d'essere colui che
avrebbe dato sollievo ai problemi finanziari di TUTTO il
villaggio. Attraverso'lande sterminate, indifferente ai
grandi calore, su corriere ferrovecchio dove trovava
sempre un comodo posto data la sua fama e nonostante la
massa acerba di pretendenti viaggiatori: almeno due sedili
restavano vuoti intorno a lui... Giunto senza guasti
degni di nota in riva al Mediterraneo, in cui s'era
tosto inoltrato a nuoto facilmente, si spinse sempre a
Nord, manco' di poco la Sicilia ma imbecco' netto lo
Stretto di Messina e -dopo qualche settimana dalla
partenza- poso' tranquillamente le sue zampe vicino a
Genova sentendosi quale Scipione l'Africano.
***
(segue -e finisce- nella GIORNATA 675)
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