carnet de route 606




LETTERE AL DIRETTORE.
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Adriano Picardi writes:
Ciao Max, senz'altro non ti ricordi di me. Mi sono imbattuto nel
tuo sito, e mi sei tornato in mente. Abbiamo vissuto per qualche mese
nello stesso appartamento, a Milano (Via Nullo), nel 1969 o 1970, non
ricordo bene. Tu disegnavi giorno e (soprattutto) notte, e stavi con
una ragazza giovanissima, che ti faceva gli inchiostri e girava per
casa mezza nuda, turbando molto me e i miei compagni (eravamo pur
sempre dei piccoli borghesi, nonostante gli atteggiamenti). Io
studiavo architettura, ero quello magrolino che suonava l'organo, e oltre
agli abitanti stanziali (Roberto e Sem) c'era anche il Gianluigi
Redaelli e a volte la sua ragazza Nadia. Di quel tempo non mi è rimasto
nulla, io vivo da moltissimi anni in Toscana e non ho più rivisto
nessuno. Vedendo il tuo sito ho ritrovato immediatamente la
personalità e lo stile grafico inconfondibile che ricordavo, a cui ti sei
mantenuto molto coerente. Complimenti. Ho letto anche una tua intervista,
e mi piace molto quello che pensi, anche se io ho scelto una
strada diversa dalla tua. Ti scrivo pensando che ti faccia piacere
tornare per un attimo con la mente a quegli anni. Se non hai voglia
di rispondermi non ci rimarrò male: è stato comunque bello questo tuffo
nella memoria. Buona fortuna!
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BENE. Solo si tratta di due anni dopo: '72 e '73, Via Nullo. Nel '69 ero a
Venezia, poi Torino, poi Milano, nel '70 a partire dall'estate ero a
Longone sul Segrino, posto tranquillo e creativo che mi manca ancora.
Anche a Carlo Emilio Gadda, ma lui è morto. Io NO. E: TROPPI
POSTI NON NE
FANNO UNO...
LOSCA VERITA'.
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"L'ENIGMA DEL PESCE GIALLO.
seguito da
LA TERRIBILE SOLUZIONE DELL'ENIGMA DEL PESCE GIALLO."
*** (segue dalla Giornata 603)
"E... ancora un pesce giallo?" "Già, differente dagli altri ma sempre
giallo, dipinto sullo stesso tipo di cartone e ritagliato intorno e
legato con spago nero al polso della mano sinistra..." "Ma altre
tracce, le impronte?" "E' appunto qui che la cosa fa male. Sul pesce di
cartone ma anche in giro abbiamo fin qui trovato una buona quantità
di impronte di quello che per forza si presume essere
l'omicida." "Ma, allora piove sul bagnato." "Per niente, le impronte
pongono più problemi di quanti ne risolvano, cioé, neanche
uno..." "Bizzarro, fammi capire."
"Bizzarro è poco dire." Il Dottor Nino Ceruti si riaccese furioso la pipa
che aveva lasci ata andare. S'era poi reinfilato il suo guanto nero
d'un cuoio cosi' fine da parere una seconda pelle."Bizzarro è
poco...Vedi, vecchio mio... le impronte sono quelle di un quadrumane!"
"Di un quadrumane?!" scandi' stupito il Mussolini.
"Si'. Di una scimmia."
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"In tutto questo c'è qualcosa che non va!" esclamo' sinceramente
sconnesso ma con eleganza da buona famiglia il giornalista
Benito-O. Mussolini indicando con dito chiaro e non tremolante
l'oggetto assai complesso che aveva deposto da pochi istanti sul
tavolaccio metallico dal ripiano unto e bisunto ma pulito, dopo le
nettature della sera precedente, (era, adesso, il mattino presto
e non una sola vite vi si trascinava sopra).
Il garagista Roman Alla Illiescu non replico' mentre guardava
con occhi grossi ma da furbo L'ENIGMA DEL PESCE GIALLO inerte e
tranquillo dove il cliente giornalista lo aveva deposto e
scaricato. E già i meccanismi reconditi del suo cervello avevano
iniziato a lavorare intensamente, perché doveva rispettare
il proprio dignitoso prestigio, da meccanico senza pari, che sa
individuare i guasti macchinici su una semplice scoreggia stonata
del motor della vettura. Meglio che un medico della Mutua.
"...che non va. E questo qualcosa è qualcosa di grosso."aggiunse
il Mussolini accendendo ancora une delle sue
pestilenziali MS (Monopolio di Stato e Movimento Studentesco).
********** (segue nella GIORNATA 609)

